Verso fase II sperimentazione; oggi Giornata mondiale SLA (ANSA)

ROMA, 21 GIU – Il trapianto di cellule staminali cerebrali può rappresentare una delle terapie potenzialmente efficaci contro le malattie neurologiche e neurodegenerative come la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Lo afferma Angelo Vescovi, presidente dell’associazione Revert onlus – nata nel 2003 per promuovere la ricerca sulle cellule staminali cerebrali
– sottolineando come siano ”incoraggianti” i risultati della sperimentazione clinica sull’uomo di fase I.
”Abbiamo concluso la sperimentazione di fase I su 18 pazienti – spiega Vescovi in occasione del Global Day, la
Giornata Mondiale per la lotta e la sensibilizzazione sulla SLA che si celebra oggi, indetta dall’International Alliance of Sla Associations – ed i dati relativi ai primi 6 pazienti sono già stati pubblicati. Possiamo dire che il trattamento è sicuro, nessun paziente ha avuto effetti collaterali e in alcuni si intravede un miglioramento. Per parlare però di dati di
efficacia è ancora presto e non sappiano se tale miglioramento sia significativo o duraturo”.
Sulla base di questi primi dati incoraggianti, annuncia Vescovi, ”in autunno sottoporremo alle autorità sanitarie i
protocolli per l’avvio della fase II di sperimentazione, che sarà effettuata su 60-80 pazienti in centri italiani e svizzeri
per circa 3 anni, con il coordinamento del nuovo centro di medicina rigenerativa dell’IRCCS Casa Sollievo Della Sofferenza
di San Giovanni Rotondo, e ci consentirà di raccoglierei dati più precisi sull’efficacia del trattamento”.
Il metodo utilizza cellule staminali cerebrali da feti deceduti in utero per cause naturali: ”Le cellule – spiega
Vescovi – vengono donate e da un singolo campione possono essere amplificate staminali per centinaia di pazienti. Le staminali vengono quindi congelate per poi essere trapiantate nel midollo spinale di pazienti affetti da Sla”.
Ma il problema maggiore è ora rappresentato dai costi: ”Solo per la gestione della mole di dati della fase II saranno
necessari circa 2 mln di euro, e a tal fine stiamo raccogliendo i fondi”, sottolinea il genetista.
In Italia sono circa 6mila le persone con Sla (400mila nel mondo): ”Attualmente per la SLA non esistono cure né parziali
né risolutive e l’unica speranza – conclude Vescovi – è la ricerca”. (ANSA)