La sperimentazione

L’approccio terapeutico

Il trapianto di cellule staminali in generale, e staminali neurali in particolare, costituisce una reale possibilità di trovare finalmente la cura per le malattie neurodegenerative.

Nel 2012, la tecnica tutta italiana messa a punto dal Professor Angelo Luigi Vescovi ha permesso di realizzare il primo trapianto al mondo che impiega cellule staminali cerebrali utilizzando una procedura analoga a quella della donazione volontaria di organi negli individui adulti.

Nell’ambito del trial clinico di fase I (EudraCT 2009-014484-39 consultabile sul sito www.clinicaltrial.gov o tramite Osservatorio della Sperimentazione Clinica dell’AIFA) con pazienti affetti da SLA, le cellule staminali sono state trapiantate in prossimità delle cellule nervose chiamate motoneuroni, che nella SLA muoiono gradualmente, paralizzando progressivamente i muscoli, fino a causare la morte del paziente. I pazienti vengono sottoposti ad una procedura di laminectomia che permette di esporre il midollo spinale; questo permette di realizzare l’infusione di cellule avviene direttamente a livello del midollo. Il trapianto viene effettuato con l’utilizzo di un apposito strumento microchirurgico che permette di raggiungere con estrema precisione le corna ventrali in tutta sicurezza. L’infusione vera e propria, invece, avviene con l’utilizzo di un microiniettore che permette di iniettare volumi estremamente piccoli. Ogni paziente riceve infatti tre o sei iniezioni di cellule ciascuna di un volume di 15 millesimi di millilitro, che contiene in totale poco meno di due milioni e mezzo di cellule staminali cerebrali